Monumenti di Rimini
Palazzi dell'Arengo e del Podestà
Il palazzo dell'Arengo risale al 1204: sotto il portico si amministrava la giustizia, nel salone al primo piano, con polifore, si riuniva l'Assemblea del Comune. A lato è la residenza trecentesca per il Podestà con ingresso sul lato corto, sottolineato dall'arco con simboli malatestiani. Alla fine del 1500 viene eretto palazzo Garampi, ora Residenza comunale, e si modificano le facciate dell'Arengo e del Podestà. Dopo il sisma del 1916, che svela tracce delle strutture medievali, si avvia un restauro che ridisegna i palazzi in forme neogotiche.
Arco d'Augusto
L'Arco, eretto nel 27 a.C. quale porta onoraria, celebra Ottaviano Augusto, come dichiara l'iscrizione. Inserito nella più antica cinta muraria in pietra, di cui sono ancora visibili i resti, oggi si presenta isolato per la demolizione, negli anni '30, dei corpi adiacenti. La costruzione, sormontata in origine da un attico con una statua dell'imperatore, è esaltata da un ricco apparato decorativo carico di significati religiosi e politici: le divinità nei clipei (Giove e Apollo, Nettuno e Roma) richiamano la grandezza di Roma e di Augusto.
Il Tempio Malatestiano
Il Tempio sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa di S. Francesco decorata da Giotto, di cui non resta che il Crocifisso ligneo. Concepito da Sigismondo Pandolfo Malatesta come un'arca a memoria della Famiglia, viene iniziato nel 1447 e rimane incompiuto alla sua morte. A Leon Battista Alberti si deve il progetto, a Matteo dei Pasti e Agostino di Duccio la decorazione a bassorilievo delle cappelle da cui emerge la personalità dominante del committente, celebrata anche da Piero della Francesca nell'affresco con il principe e San Sigismondo. Il restauro, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e completato in occasione del Giubileo, ha restituito al Tempio, recentemente consacrato Basilica, l'antico splendore dei marmi e la vivacità dei colori delle cappelle interne.
Castel Sismondo o Rocca Malatestiana
I lavori per la residenza-fortezza di Sigismondo Malatesta iniziano nel 1437 per durare circa 15 anni. Il castello, di cui non resta che il nucleo centrale, è effigiato nelle medaglie malatestiane e nell'affresco di Piero della Francesca nel Tempio, ove appare con torri e mura, ampio fossato, possente mastio. Nell'iscrizione all'ingresso Sigismondo rivendica a sé la costruzione ex fundamentis, benché inglobasse più antiche strutture. Dal XVII secolo fortezza pontificia e poi carcere fino al 1967, è oggi prestigiosa sede di eventi culturali.
Fontana della Pigna
Fulcro della medievale piazza Cavour è la fontana, che figura nel ritratto della città nel Tempio malatestiano. Al suo passaggio a Rimini, nel 1502, Leonardo da Vinci, si incantò all'armonia delle diverse cadute d'acqua. Giovanni Carrari da Bergamo la ristruttura, dopo i danni causati nel 1540 dai fuochi artificiali collocati nella vasca per festeggiare un alto prelato, e la consegna nelle forme attuali, rispettose dell'impianto antico. A coronamento è posta la statua di San Paolo, sostituita nell'Ottocento dalla Pigna che dà il nome al monumento.
Ponte di Tiberio
Il ponte sul Marecchia, l'antico Ariminus, iniziato da Augusto nel 14 e completato da Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l'iscrizione sui parapetti interni, collega tuttora la città al suburbio - il borgo San Giuliano - aprendosi nelle vie consolari dirette al Nord, l'Emilia e la Popilia. In pietra d'Istria, si sviluppa in cinque arcate che poggiano su massicci piloni con speroni frangiflutti, impostati obliquamente rispetto all'asse del ponte per assecondare la corrente, mentre la struttura poggia su un funzionale sistema di pali di legno.
L'Anfiteatro
Edificato nel II secolo - come attesta la moneta dell'imperatore Adriano ritrovata in una muratura - nei pressi dell'antica linea di costa, l'anfiteatro presentava una sobria struttura in laterizio composta da due ordini sovrapposti con un porticato di 60 arcate, di grande effetto specie per chi giungeva dal mare. Di forma ellittica, misurava 117,7x88 metri, mentre l'arena aveva un'ampiezza di metri 73x44, vicina a quella dei più grandi anfiteatri. Vi si svolgevano spettacoli gladiatori che richiamavano un pubblico di almeno 15.000 spettatori
La Domus del Chirurgo
La “Domus del Chirurgo” risale alla seconda metà del II secolo d.C. In quel tempo, si affacciava direttamente sul mare, che anticamente lambiva la parte settentrionale della città, arretrato di almeno 1 Km rispetto ad oggi.
Si trova nella zona settentrionale dello scavo di piazza Ferrari. E’ la struttura principale: il suo ottimo stato di conservazione e la ricchezza del corredo di reperti, ne fanno un sito archeologico di rilievo. Risalente al II secolo d.C., la domus è uno splendido esempio di architettura romana, con le sue stanze dai pavimenti musivi e i soffitti e le pareti decorate da affreschi policromi. La casa, di proprietà di un medico chiamato Eutyches, ha restituito una gran quantità di reperti, di cui il principale è una cassetta contenente 150 ferri chirurgici. E’ stato semplice, allora ricostruire l’identità del padrone di casa: un medico militare proveniente probabilmente dalla Grecia. La domus venne distrutta da un incendio verso la metà del III secolo ad opera di una scorreria di Alemanni.
Storia di Rimini
I primi insediamenti nel luogo dove sorgerà la città di Rimini compaiono nel V sec. a.C. Originariamente questa zona era occupata dai Villanoviani in seguito fu popolata dagli Umbri e poi dai Galli Senoni. Nel 295 a.C, i Romani prevalsero sui Galli e si impossessano del territorio e nel 268 fondarono Ariminum, la più antica colonia costruita dai Romani a Nord degli Appennini. La realizzazione delle grandi vie di comunicazione consolari portò Rimini a divenire un rilevante centro militare, politico ed economico. Rimini vive un periodo di grandi edificazioni pubbliche: l’edificazione dell'arco d'Augusto (27 a.C.), la pavimentazione delle strade, la costruzione del teatro nei pressi del foro, i rivestimenti in pietra dei templi e degli edifici pubblici e la valorizzazione degli edifici privati attraverso marmi pregiati, intonaci eleganti e pavimenti a mosaico. Sotto il dominio di Diocleziano, la città vede la costruzione dell’acquedotto e della rete fognaria; sotto quello di Adriano, viene costruito l’anfiteatro e sotto il dominio di Antonino Pio, viene costruita la fontana pubblica. Nel 1157 una rappresentanza del comune si reca dall'imperatore Federico Barbarossa in Germania per ottenere il privilegio che riconosce le cariche municipali e che accorda alla città di Rimini ogni diritto sul territorio e le concede la autorità di battere moneta: nasce cosi ufficialmente il comune di Rimini. Hanno inizio così le costruzioni del Palazzo del Comune, delle carceri e degli uffici dei magistrati preposti alle finanze e alla giustizia. I Malatesta entrano nella storia di Rimini in modo veramente singolare: Giovanni Malatesta, signore di Verucchio, nel 1197 si presenta in atto di sottomissione con la spada puntata contro di sé e una corda al collo per implorare perdono a Rimini di non si sa quali affronti e giura obbedienza alla città dandole in dono il castello. Nel 1216 il comune accorda la cittadinanza a Giovanni ed al nipote e così i Malatesta si stabiliscono a Rimini. Sigismondo Pandolfo Malatesta fu un abile condottiero, un politico prudente, un principe generoso. Fu sua l’iniziativa della costruzione di Castel Sismondo nel 1437. Nel 1450 Sigismondo Pandolfo affida a Leon Battista Alberti la progettazione dell'esterno del Tempio. E’ nel 1700 che Rimini si riprende con l’aiuto di alcune personalità del momento ed inizia così un periodo di grande slancio culturale e di evidente progresso. Segue un periodo tranquillo durante gli anni napoleonici dove le cronache del tempo registrano i vari passaggi di truppe, il transito di personalità, l'illuminazione pubblica (11 dicembre 1802), l'istituzione della Camera di Commercio (1804) . Qualche anno dopo, nell’estate del 1843, i Conti Baldini ed il medico Claudio Tintori fondano il primo Stabilimento Balneare, dando vita all'industria turistica. E’ alla fine dei due conflitti mondiali che le forze politiche consolidano nel turismo, l'elemento trainante dell'economia riminese ed avviene il passaggio dall’originario turismo d'élite a turismo "popolare", già iniziato in età fascista.

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