VERUCCHIO

 

 

 

 

 

 

 

 

Verucchio fu scelta tremila anni fa come luogo abitativo ideale dagli uomini di quel tempo, che ne apprezzarono la posizione strategica, la fertilità delle terre, e l’ampiezza dei panorami che dominano tutta la valle del Marecchia e la costa.

Cosi a Verucchio si sviluppo una civiltà molto raffinata che ha lasciato importanti testimonianze, oggetti preziosi di grande bellezza e segni di una evoluta comunità. I Malatesta scesero questo luogo per costruire una potente fortezza e far nascere un ricco borgo, vollero eleggere Verucchio loro patria di origine da cui l’appellativo culla dei Malatesta.

Dal suo alto sperone roccioso, Verucchio domina sulla bassa Val Marecchia ed anche sullo scenario storico d’origine della regione. La necropoli del campo del tesoro, scoperta casualmente alla fine del ’800, ha riportato alla luce i segni di una antichissima civiltà che, per lungo tempo, ha interrogato storici ed archeologi: la cultura villanoviana. Le campagne di scavo hanno permesso di rinvenire ulteriori reperti di grande interesse conservati ora al museo civico Archeologico nell’antico convento di Sant’Agostino.

A quell’epoca Verucchio era governata da un’oligarchia guerriera, di chiara origine etrusca, arricchitasi grazie ai fiorenti commerci sulla costa adriatica. Quella di Verucchio è stata una delle prime colonie commerciali.

Le tracce villanoviane scompaiono attorno al VI secolo a.C. probabilmente a causa delle invasioni da parta delle popolazioni celtiche.

Portandoci alla successiva epoca dei romani. Notiamo che il centro cittadino viene spostato ai piedi dello sperone roccioso, in quanto questi ultimi volevano erano interessati a sfruttare le vie di comunicazione nelle valli.

Nel tardo medioevo il centro cittadino viene riportato in cima al colle per ragioni di strategie difensive militari e risale a 150 anni dopo un documento che certifica l’esistenza di Castrum Verucoli.

Nei tre secoli successivi il destino di Verucchio insieme a quello delle terre circostanti, si unisce a quello dei Malatesta.

Ma i loro eterni nemici, i Montefeltro e lo Stato Pontificio, fecero crollare la signoria Malatestiana e dopo un breve periodo di dominanza da parte dei  Montefeltro e di Cesare Borgia, Verucchio passa sotto il dominio di Venezia.

Venne infine governata fino alla costituzione del Regno di’Italia dallo Stato Pontificio.

Durante l’ultimo conflitto mondiale Verucchio ha subito gravi distruzioni: era infatti impiegata come torre di controllo sulla tracciato gotico. Il dopoguerra ha portato in ogni caso uno sviluppo abitativo e produttivo di Villa Verucchio nato ai piedi dell’antico villaggio.   

Su Piazza Malatesta,  centro del paese, si affaccia il Palazzo Ripa, sede del Municipio e di epoca ottocentesca. Rocca del Sasso,  la più antica delle due fortezze che subì diversi interventi e restauri nel corso dei secoli, è caratterizzata dai 2 torrioncini difensivi e dall’orologio a doppia campana collocato nel 1700.

Visitando la sede del Museo Archeologico della Civiltà Villanoviana, un tempo Convento dei Padri di Sant’Agostino, si potranno ammirare i bellissimi reperti  rinvenuti nel anni 60/70, durante le campagne di scavo: urne cinerarie, gioielli in bronzo, elmi, oggetti di legno ambra ed oro.

All’interno del convento possiamo ammirare i pregevoli dipinti che si trovano all’interno della Chiesa di Sant’Agostino risalente al XIV secolo. Lungo la via omonima, troviamo la Pinacoteca, sede di mostre e pittura contemporanea. Altre chiese sono inserite nell’antico borgo medievale tra piccole gradinate e angoli suggestivi: La Collegiata, la Chiesa di S. Chiara e il convento delle Clarisse. La Collegiata risale al 1874 e conserva all’interno numerose opere d’arte come il crocifisso su segno risalente al 1300. Il Convento delle Clarisse, è sorto nel 1636 sulle rovine della Rocca dei Passerello che fu la residenza dei Malatesta.

Nella vicina Villa Verucchio troviamo l’antico Convento dei Frati Minori fondato da S. Francesco nel 1215. La tradizione vuole che l’antichissimo cipresso del convento sia stato piantato dallo stesso San Francesco.

Il fascino del passato rivive ancor oggi anche attraverso i singolari eventi di origine medievale come la famosa Parata d’agosto che si svolge ogni anno in questo mese estivo.